La legge di Bilancio 2026 prevede l'inserimento di un nuovo strumento agevolativo per le imprese che, a partire dal 2026, intendono investire in beni strumentali interconnessi al sistema informatico di fabbrica o sistemi di autoproduzione di energia: il nuovo iperammortamento.
Il nuovo iperammortamento è valido per gli investimenti effettuati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
L'agevolazione è riconosciuta per gli investimenti, destinati a strutture produttive in Italia, in:
Beni 4.0/5.0: beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli elenchi di cui agli allegati III-bis e III-ter annessi alla legge, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura).
Beni materiali destinati all'autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili (anche a distanza), inclusi gli impianti di stoccaggio dell'energia prodotta (impianti prodotti negli Stati membri dell'Unione europea, con un'efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5 ).
Soggetti ammessi: Solo imprese
Soggetti esclusi:
Esercenti arti e professioni.
Aziende agricole che determinano il reddito su base catastale (per cui è previsto un credito d'imposta specifico all'art. 96 del Ddl. Bilancio 2026).
Imprese in stato di liquidazione, fallimento o sottoposte ad altre procedure concorsuali o destinatarie di sanzioni interdittive.
Condizioni aggiuntive: Il beneficio è subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali.
Il beneficio si traduce in una maggiorazione del costo di acquisizione (variazione in diminuzione ai fini IRES e IRPEF, non IRAP) differenziata per importo e tipologia di investimento.
La maggiorazione da applicare al costo degli investimenti è pari a:
- 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
- 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
Applicando un’aliquota Ires pari al 24% riepiloghiamo di seguito il risparmio di imposta atteso:
La maggiorazione da applicare al costo degli investimenti è pari a:
- 43.2% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 24% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
- 12% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha trasmesso al MEF la bozza del decreto che definisce le regole per l'accesso ai nuovi iper-ammortamenti. Ecco i punti chiave da monitorare per le imprese.
Per accedere all'agevolazione, le imprese dovranno trasmettere tre diverse comunicazioni tramite la piattaforma GSE:
Comunicazione Preventiva: Da inviare per ciascuna struttura produttiva oggetto degli investimenti.
Comunicazione di Conferma: Da inviare entro 60 giorni dall'esito positivo del GSE. Deve indicare i dati delle fatture e la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.
Comunicazione di Completamento: Da trasmettere entro il 15 novembre 2028.
La procedura richiede un set documentale rigoroso per attestare l'ammissibilità delle spese:
Perizia Tecnica Asseverata: Necessaria per certificare le caratteristiche tecniche dei beni (Allegati IV e V L. 199/2025) e l'avvenuta interconnessione.
Nota: Per i beni 4.0 con costo unitario inferiore a 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante.
Certificazione Contabile: Obbligatoria per attestare l'effettivo sostenimento delle spese e la corrispondenza alla documentazione contabile.
Attestazione "Made in EU": Occorre documentare che il bene è stato prodotto o ha subito l'ultima trasformazione sostanziale in UE o nello Spazio Economico Europeo (SEE).
Per il software, la dichiarazione del produttore deve specificare:
La sede dello sviluppo sostanziale (codice, architettura, testing).
Che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo sia riconducibile a soggetti operanti in UE o SEE.